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The Ping Pong Match

In my last article I started a reflexion about being right and wrong. And how believing to be in the right side is reassuring but also creating stress and uneasiness in our body. I would like to continue this reflection sharing with you something more personal: the ping-pong match that sometime is going on in my brain.

Sometimes, I can experience in myself – and I know that some in my clients do the same – a ping pong match between 2 scenarios or 2 analysis or 2 opposite aspects. I’m not able to stop on one side and let go the other one. My thinking is continuously moving : on one side I have “this is wrong, but…” and on the other side “this is right, but…”.
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Aver Ragione

Perché, in certi momenti, è così importante avere ragione?
Perché diventa così importante dimostrare a noi stessi e agli altri che le nostre opinioni o le nostre azioni sono corrette? La risposta è abbastanza semplice: aver ragione ci rassicura. È un modo di sapere che non abbiamo fatto nulla di male e che sono gli altri ad essere dalla parte sbagliata.

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Il bisogno di imparare

Continuiamo la nostra riflessione sulla differenza tra ciò che è importante e ciò che è urgente. Nei miei ultimi articoli, abbiamo parlato di prendersi del tempo per se. Abbiamo notato che ciò che è urgente ci fa reagire automaticamente e trascurare così ciò che è importante nella nostra vita. Ciò che nutre i nostri cuori, le nostre menti e le nostre relazioni.
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Urgente VS Importante

Sono tornata dopo una settimana a Malta dove la mia attività principale si è concentrata su 3 progetti: scrivere la struttura del mio libro, leggere Bruno Latour e organizzare un evento. Il programma che mi sono creata ha funzionato alla perfezione: iniziando ogni giorno con una passeggiata fino alla spiaggia, facendo un bagno nell’acqua fresca, tornando in albergo, colazione e poi iniziando a “lavorare”. Mi ha stupito come essere lontana dalla vita quotidiana E avere una chiara focalizzazione mi ha fatto sperimentare la differenza tra ciò che è importante e ciò che è urgente. Anche se avevo il mio computer con me, ho potuto facilmente trattenermi dal controllare ogni e-mail in arrivo.
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La connessione fra il mondo visibile e quello invisibile

Alla fine dell’anno scorso, ho tenuto, con un amico, un workshop* per aumentare la nostra consapevolezza sulle sfide che il nostro pianeta, e noi con lui, stiamo affrontando.
Uno dei partecipanti, un giovane originario dalla Mongolia, ha condiviso con noi un’osservazione molto interessante. Ha detto che da un lato, nella società occidentale, siamo molto occupati, anche ossessionati, dal mondo materiale. Dall’altro lato, trascuriamo costantemente, o addirittura dimentichiamo, ciò che è invisibile ai nostri occhi.

Di solito supponiamo che il mondo materiale non implica alcun contenuto spirituale. Ma alimentando una credenza o un’opinione – che appartengono al mondo invisibile e non materiale – abbiamo un impatto su chi ci circonda, sul nostro atteggiamento verso la vita e verso il divino.

Per esempio, pensa a tutte le opinioni negative che abbiamo su noi stessi: “Avrei potuto fare di meglio”. “Dovrei fare di più”. “Non sono stato abbastanza bravo”.
O pensa a quanto poco siamo abituati ad interrogarci su ciò che sembra essere evidente: “è normale lavorare sempre un po’ di più”. “E’ normale dover comprare il nostro cibo al supermercato”. “E’ normale essere stressati”.
Questi sono esempi di credenze, e le credenze fanno parte del nostro mondo invisibile come gli spiriti della natura, l’anima o i fantasmi.

Il mondo visibile e quello invisibile sono collegati.
E per questo motivo, le nostre credenze, qualunque forma esse assumano, hanno un’influenza sul modo in cui percepiamo e agiamo nella nostra vita. Fanno parte delle nostre capacità di pensare: i pensieri hanno un’influenza sulla nostra vita fisica, non solo perché ci permettono di pianificare, di realizzare progetti e concetti e di comunicare. Ma influenzano anche il nostro atteggiamento verso noi stessi e gli altri. Influenzano le nostre decisioni e le nostre azioni, spesso senza che ce ne rendiamo conto. I nostri pensieri hanno un effetto sulla nostra capacità di muoverci ed evolvere nella nostra vita.

Il problema delle credenze è che sono un modo statico di considerare la realtà – quella visibile o invisibile. Dettano ciò che è giusto o sbagliato e ci permettono di prendere scorciatoie su come percepire e interpretare ciò che sta accadendo intorno a noi. Pertanto, le credenze forniscono una risposta standard come se le situazioni della vita fossero sempre identiche.
Quindi lascia che ti chieda: sei consapevole di ciò che fa parte delle tue credenze? Sei consapevole del potere che queste entità hanno sulla tua vita?

Per diventare più consapevole dell’influenza negativa di alcune delle tue credenze, inizia un training di osservazione:
Ogni mattina prima di lasciare il tuo letto o ogni sera prima di andare a dormire chiediti “cosa sto pensando in questo momento? Sono benevolo verso me stesso? Il mio atteggiamento verso la mia vita è positivo?”.
Prendi degli appunti, ti aiuteranno a seguire le tue osservazioni.

Lo scopo di questo esercizio è quello di acquisire una maggiore consapevolezza del modo in cui nutri ciò che fa parte del tuo mondo invisibile. E di scoprire se hai qualche intenzione contraddittoria dentro di te.

Se desideri ricevere sostegno con questo training e affrontare la tue contro-intenzioni, contattami.

(*) The Awakening the dreamer workshop della Pachamama Alliance (in inglese)
Foto di Massimo Martino